La mia alife….beh…finalmente le dovevo dedicare un po’ di spazio in questo blog no?
Chi mi conosce bene sa che preferisco stare a na piuttosto che in questo piccolo paesino perché gli alifani hanno tutti un carattere particolare che ora non starò qui a parlare di questo…dico solo che la provincia ci riconosce il primato per “pazienza” e “modestia”!!! Comunque chi mi conosce bene sa anche che in qualsiasi momento sono anche disposta a difendere a spada tratta il bel paesino specie se si tratta di storia poiché davvero suscitiamo l’invidia di molti!
Alife si trova nella valle del Volturno a 35 Km da Caserta e sul versante meridionale del massiccio del Matese…in pratica qui:
bagnata dal fiume Torano e formata da una parte pianeggiante dovuta all’eruzione del vulcano di Roccamonfina e una parte collinare che vede la punta più alta nel Monte Acuto.
Abitata inizialmente dal popolo degli Osci nel XI sec.a.C., fu poi occupata dai Sanniti nel V a.C. che coniarono da noi la loro moneta:il didramma
E poi arrivarono finalmente i romani con la loro definitiva conquista nel 310 a.C. da parte del console Caio Marcio Iutulo. La città sotto dominazione romana fu dichiarata prima Praefectura e poi Municipium, attraversata da una diramazione della via Latina e circondata da una cinta muraria poderosa (2,5m) in opus incertum che serviva a difendere la city dai nemici e le 4 porte a regolare l’ingresso nel centro.
Notare anche il mausoleo che è un importante esempio dell architettura funeraria romana in campania
La città di Alife ebbe una propria zecca e fu nominata diocesi nel V sec quando subì le dominazioni prima longobarda e poi normanna. Nel XII sec fu contea di Rainulfo III della famiglia normanna Drengot, signore benevolo della città che contese al cognato il re Ruggero che la distrusse nel 1138.
Rainulfo aveva costruito anche una cattedrale, che una volta distrutta venne ricostruita subito dopo
Alife subì in seguito rapine e saccheggi dai saraceni, e non sono da dimenticare i bombardamenti della seconda guerra mondiale che distrussero la metà delle antichità alifane.
Accantonato il mio astio per gli alifani la cosa per cui li stimo di più è l’affetto immenso che li lega al patrono e che fa riunire tutti i parenti nella festa di agosto, anche quelli che vivono oltreoceano (!!) e poi l’attenzione alle tradizioni che ancora oggi fanno si che il passato sia vivo e presente nei vicoli dentro e fuori le mura!Senza dimenticare il dialetto che verrà considerato lingua nazionale per la sua alta comprensibilità dopo il 2010!
