Category: Stream of life


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Com’è impressionante pensare che mentre le persone muoiono o soffrono, mentre le guerre scoppiano, la vita continui, il mondo non si fermi bensì proceda ancora più spedito verso il proprio degrado, alimentato solo in questo da innumerevoli e infinite fonti.
Ironia di una triste sorte.

E se domani…

Quest’anno non vuole proprio finire, sembra che si sia attaccato al presente e non voglia lasciare spazio a nessun altro. I giorni passano inesorabilmente lenti anche se non ti danno il tempo di fare nulla e tra loro si danno il cambio lasciando nell’aria qualche odore che rende nervose le persone…sarà l’agnello andato a male, poverino. Il sapore amaro di quest’anno che ci ha visto perdere quei pochi incentivi che avevamo continueremo a sentirlo anche l’anno prossimo; si, non ho dubbi sul fatto che in assoluto non cambierà molto e che dovremo continuamente buttar giù pillole su pillole…muniamoci di tanto zucchero, amici.
Resoconti? Naaa, non mi va.
Aspettative? Nemmeno. Non spero nulla per questo nuovo anno, mi sento decisamente disillusa. Ho solo una pretesa, che tra parentesi non è difficile da indovinare, per il resto prenderò a piene mani tutto il buono che verrà, così da affrontare i fastidi sentendo meno peso.

Auguro a voi un anno sereno, a me semplicemente di trascorrerlo accanto a Mario.

a screaming stream

[...]

scappare non serve a nulla…se tu scappi da qualcosa significa che quel qualcosa ti fa star male ma se ti fa star male è importante…e se è importante a 1 metro lo è anche a 60km…e ti fa star male comunque, se non di più perchè devi addizionare al tutto un cocktail di sensi di colpa non indifferente… ho imparato che i sensi di colpa sono cosa inutile e davanti ai quali bisogna prendere subito una decisione ed agire prima che inizino ad offuscare la mente…

[...]

il grigio è peggio del nero perchè ti fa intravedere il bianco in sfumature, te lo fa annusare per pochi attimi, ti da l’impressione che sia lì dietro pronto a mostrarsi luminoso ma in realtà è solo un’illusione…fumo negl’occhi, altro che sole!      Oggi tutto sta andando a puttane…la crisi, la crisi, la crisi e io sono stufa!la crisi non c’è solo nel portafogli, la crisi non c’è solo nella distruzione dell’istruzione,

[...]

la crisi è insita nell’anima e porta via ciò che di buono esiste nell’aria…puoi respirare vera aria in questo mondo solo se ti trovi in un bosco…la felicità è così, devi relegarla a limitati spazi e sentirti comunque fortunato perchè credo che nessuno al mondo sia felice per ogni aspetto della sua vita.

ora per me è così, tanti colori vivaci…e un brivido lungo la schiena al pensiero che ero sul punto di negarmi ciò che ora mi tiene in vita…

ritenere l’emozione una convenzione e negarne l’esistenza perchè incapace di provarla è un abominio…ora lo so…mi vergogno di averci creduto fermamente ed aver perpetrato la pratica del limbo emotivo per mesi…la sensibilità è umana tanto quanto il raziocinio e saperli ben mescolare insieme rende il macchinario vita più fluente e semplice…evitare un sorriso in favore di una risata non giova a me, a te* e nemmeno al nostro futuro…la perfezione sta nella scelta “quante foglie di fico si è provata Eva prima di scegliere quella giusta?”…l’essere a proprio agio e allo stesso tempo cercare di migliorarsi è tendere al sorriso, cercare di trasformarsi senza star bene con se stessi è dedicarsi solo alle grasse risate che che non giovano a me a te e nemmeno al nostro futuro.

…ora lo so…io che mi stavo appiattendo sotto la spinta di giorni vuoti, ora lo so cosa significa provare, scegliere, trovare…se qualcosa dovesse andare male potrei cadere di nuovo nel precedente errore ma potrò da lì partire per una nuova ricerca in un giorno di ottimismo o comunque poter dire “io ho vissuto luci e colori per aver provato, scelto e trovato”.

 

 

“Ma adesso che viene la sera ed il buio

mi toglie il dolore dagli occhi

e scivola il sole al di là delle dune

a violentare altre notti:

io nel vedere quest’uomo che muore,

madre, io provo dolore.

Nella pietà che non cede al rancore,

madre, ho imparato l’amore.”

 

 

 

*te, sei tu, lettore. (considerando che gli ultimi post avevano un destinatario specifico credo fosse necessaria una definizione)

Quella che non sono

Un mio perenne problema è che non mi vengono mai in mente le cose giuste da dire al momento appropriato. Forse è anche per questo che parlo poco, non riesco mai a dare una visione chiara di un’idea o una situazione dal mio punto di vista.

Ieri sera un po’ credo di averla data, semplicemente perchè parlavo con te.

Iniziare a parlare è sempre un’ardua impresa, ieri l’ho fatto, ora continuerei, ma non saprei la direzione…ad ogni modo credo tu abbia un’immagine più completa di tutto visto che Spielberg ci ha solo anticipati (in caso contrario confido nella tua pazienza…).

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. In continua evoluzione verso un dove ignoto lascio una canzone che non può più rappresentarmi completamente d.M. .

Ho sempre pensato che questa canzone fosse indedicabile, che l’unica destinataria di queste parole potesse essere la moglie di Lorenzo, che solo determinati occhi potessero accorgersi di tanta grandezza…Ho sempre detto che questa canzone mi intristisce parecchio, non solo perchè è triste in sè, ma soprattutto per il fatto che nessuno, credo, possa eguagliare queste caratteristiche, nessuno, per quanto possa essere innamorato, può vedere nell’altro tutte queste qualità e, nessuno può davvero incarnarle tutte! …Nessuno può avere in sè tanta potenza…
Ma ascoltando questa canzone sul mio caro terrazzo…su quella panchina che guarda al vesuvio ho capito che io ho trovato qualcuno a cui dedicarla…la mia Napoli…la mia eccessiva, esagerata, estrema, esasperata Napoli…

credo nell’UOMO

Non capisco perchè l’uomo sia così prevenuto nei confronti di se stesso…sempre lì ad accusarsi, ad infangare il prossimo, vedendo il marcio ovunque, camminando sull’attenti e con un binocolo caccia-imbrogli o un fregature-detector…no…non lo comprendo…
E’ proprio grazie al grande libro delle facce che me ne rendo sempre più conto…girano link assolutamente illeggibili e non mi riferisco alla grammatica, perchè su quella c’è da stendere un velo pietoso, mi riferisco invece alla cattiveria che dilaga! Vi faccio qualche esempio:

・    QUANTA GENTE FALSA IN QUESTO MONDO DI MERDA
・    _TёSOrσ_QuAnDσ FInISCI DI SQuADrArmI AVvISAmI_Kё Ti FAccIσ PuRё L’auTσGrAfσ_∞
・    Fαi mille fαvori.. Mα lα gente ricordα solo gli errori..
eeee dulcis in fundo:
•    Sarebbe utile che si cominciasse a pensare un pò più a sè stessi.
Si certo, come se non lo facessimo già abbastanza…Perchè c’è tutto questo pessimismo?
Sarò una stupida e ingenua idealista ma ho sempre pensato che la maggior parte delle discussioni tra gli uomini fossero causate da equivoci, poche parole, dette male e in momenti pessimi…certo, non tutte (non sono mica scema!!!), però la maggior parte si! Non credo che esista tutta questa cazzimma, non credo che la pura cattiveria sia così gratuita, mentre credo invece nell’UOMO, nella sua capacità di farsi in quattro tanto per un amico di sempre tanto per lo sconosciuto che ci ha chiesto informazioni, credo nella paura dell’uomo che lo spinge a proteggersi dalle fregature nelle quali poi puntualmente ricade (perchè chi è che riesce a rimanere impassibile davanti ad un’emozione?), credo nella bontà di chi studia per un collega, credo nelle parole dure di un’amica che ti fanno reagire o prendere una decisione, credo nello sguardo dell’autista che ti invita ad attraversare davanti la sua auto, credo nell’edicolante che ti conserva l’unico numero di quella rivista che ti piace tanto…e non credo giusto che dei maledetti equivoci debbano farci diventare delle rocce di cristallo facendoci perdere tutto il bello dell’uomo!
Tanti cari saluti…col sole negl’occhi ma anche un bel paio di occhiali da sole!!! XDXDXD

P.S. Il mio ultimo link su faccialibro non è per poca coerenza con le parole sopra dette, al contrario ha un suo perchè!


"Conosci un altro modo per fregar la morte?"




6000 anni fa – Valdano (Mantova)

Perchè cazzo sono fatta così?

“Perchè sono fatto così cazzo?
E prendo quest’aria compunta e assorta e dentro non so che dire e se ridere e quando mi deciso a parlare so che non mi verrebbe fuori la voce se mi provassi a dire quello che ho pensato e così perdo tempo a pensare che non mi verrà mai bene di dire quello che ho pensato e intanto che penso non lo dico più o se lo dico ormai non c’entra più nulla…”

Eccomi! La mia precisa descrizione, fatta però da Pentothal!
Perchè cazzo sono fatta così?mah…arduo dilemma…non capisco perchè mi è così difficile trovare le parole a volte…sia per cazzate che per cose serie, mi inibisco, mi alieno, mi spavento, mi torturo e alla fine resto zitta…perchè quello che voglio dire magari può sembrare una grande stronzata, perchè potrei sbagliare nell’esprimermi, perchè forse le mie parole possono sembrare banali o suonare come quelle parole “consumate” e “abusate” di cui parlavo oggi con il prof…
Le prime sono parole che usate tante volte perdono significato, valore e peso; le seconde invece sono le parole tipiche della bassa letteratura o soap opera, al limite del patetico, ma che oggi suonano troppo inverosimili per essere pronunciate…e magari a volte anche se si pensano davvero, perchè non c’è altro modo per esprimere quel concetto, non vengono espresse perchè appunto si ricade nella suddetta banalità che personalmente detesto. Ma io sono anche contraddittoria perchè a volte non trovo modo migliore per dire o fare una cosa, se non in modo consunto…ma sto uscendo fuori tema, e oggi, proprio oggi dopo l’esame di linguistica italiana è l’ultima cosa che posso permettermi!
Tornando a noi, dopo vari sondaggi effettuati da società di livello internazionale è emerso che la caratteristica principale di Caterina, Scà o Cate è principalmente una: l’essere silente…-oddio…forse Scà non è proprio silenziosa…soprattutto Gabri avrebbe qualcosa da ridire a riguardo…però, appunto, perchè Caterina e Cate devono esserlo mentre Scà sta rischiando l’estinzione???-
Purtroppo ho un’enorme paura di fare gaffes, perchè ne ho fatte tante e quasi tutte involontariamente, perchè so che le parole pesano molto e sono più dolorose di un gesto, allora evito, resto chiusa nei miei pensieri e vi può capitare di vedermi ridere, perplimermi o rattristarmi intimamente, mentre magari sono con un gruppo di persone, solo per il fatto che ho pensato una cosa che però non riuscirò a dire…
Ho paura della mia voce…e man mano che il tempo passa il silenzio prende sempre di più il sopravvento. Prende il sopravvento quando mi trovo tra persone che non conosco, e per evitare figuracce mi chiudo a riccio, prende il sopravvento nelle domande indiscrete, prende il sopravvento quando devo parlare di sentimenti, prende il sopravvento anche in questo bunker…questo tra l’altro è il regno del silenzio, queste mura a parte un po’ di musica non sentono altri suoni da chissà quando, aspettano con ansia che arrivi la mia piccola sora a portare un po’ di rumore perchè qui intorno non c’è altro che il suono dei tasti delle tastiera e del mouse schiacciati, delle pagine sfogliate, delle molle del letto quando mi stanco di stare seduta, e della porta che si apre e si chiude…nient’altro…
Ma perchè devo poi privare me stessa dell’espressione, di farmi conoscere, di rendere partecipi le persone che amo dei miei pensieri? Perchè devo per forza giocarmi il voto di un esame solo perchè non mi va di sentire la mia voce?
Perchè continuo a pensare di dover fare diversamente e invece continuo a restare nel mio mondo a decibel zero?
Perchè cazzo sono fatta così?

P.S. Sono consapevole del fatto che è scritto malissimo, ma in questo periodo sono poco ispirata! Alla prossima guys!!!

IO SONO IL CAOS

Mi ci voleva questo film … in questo momento in cui la mia schematica vita è stabilita da un percorso già segnato e che non lascia alternative. Mi ci voleva questo film perchè riassume molto bene il mio stato attuale…La mia vita è ferma, immobile, la sento inutile in questo momento…sono un mero prodotto della società, prodotto che è fine a sè stesso e non crea nulla…o forse si…forse sto cercando di trasformarmi per dare un pò di me al mondo di domani…ma questa parte della mia vita è assolutamente ferma…e anche io ci penso ogni tanto a partire…io penso all’africa però…come soluzione definitiva…ma poi penso anche che provare a fermare la classe di oggi e formare la classe di domani non è impresa da poco…insegnare la lingua per far ben sviluppare un pensiero e dei valori è comunque un lavoro nobile, per nulla immobile e soprattutto può essere anche più risolutivo e solidale. Oggi ci penso spesso al mio futuro…e sono ancora molto indecisa…quindi cerco di apprendere il più possibile da chi mi sta intorno…è una cosa che ho sempre fatto…per riuscire a crescere ed imparare qualcosa…un pò da tutti…ogni persona che ho incontrato mi ha lasciato qualcosa, ogni persona che ho incontrato mi ha formata ed è parte di me.
Io non sono solo la Caterina che studia lettere, io non voglio esserlo. Io non voglio che domani sia solo la Caterina che insegna italiano e storia in un istituto tecnico, che poi torna a casa e va a dormire. Io voglio crescere ma non voglio diventare grande. Voglio riuscire a distinguere una battaglia vinta da una persa e mettere ugualmente tutta me stessa in entrambe.Voglio riuscire ad essere la Caterina semplice e dolce dei primi anni a napoli, anche un pò fessacchiotta direi… voglio essere anche la Caterina innamorata del mondo, entusiasta di ogni gesto che veniva compiuto per lei…e voglio essere la Caterina che oggi va molto cauta in qualsiasi rapporto ma che comunque continua a non negare la sua presenza a nessuno, voglio essere la caterina cinica verso la società, perchè è dal suo cinismo che sta nascendo la voglia di fare qualcosa, voglio essere la Caterina che vedono i miei genitori, quella bimba forte che per la fretta di andare via a vedere il mondo compie degli errori…e voglio essere tanto altro ancora…tutto quello che le persone che mi stanno intorno vogliono lasciarmi. Spero di riuscire a lasciare un pò di me a tutti, ma non pretendo di essere importante…non impongo la mia presenza a chi non la vuole…semplicemente cerco di esserci per le persone che mi cercano.
Oggi sono tutto e niente… sono io con tutte le mie mille sfaccettature…ora non so dire cosa voglio dal mio domani…ma so che per saperlo devo aumentare la mia conoscenza a dismisura e fin’ora ciò che mi ha sempre fatta crescere e ciò che ha aumentato la mia cultura sono stati i rapporti interpesonali. Io sono questa…la Caterina a cui non piaceva più parlare di sè e dei suoi moti interiori così che voleva aprire un’altro blog per dar spazio al suo cinismo, mantenendo però sempre intatto questo perchè non si cancella nessuna fase della propria vita. Io sono la Caterina che è tornata a scrivere su questo blog dopo essersi semplicemente rivista nel protagonista del film…Io sono la Caterina che non sa quello che vuole, ma che va avanti lo stesso. Io sono la Caterina che però sa dove vuole arrivare e per questo va avanti a testa alta. Non so se posso definire di crisi questo mio momento…ma mi piace pensare comunque che in cinese la parola crisi è formata da due ideogrammi: WEI che significa PROBLEMI e JI che significa OPPORTUNITA’. E’ una delle tante lezioni che ci danno i cinesi questa…imparare a cogliere ogni opportunità nonostante i problemi, per riuscire a rendere positivo un momento di crisi. Io so che voglio arrivare ad avere la mia opportunità importante, io so che domani Caterina sarà soddisfatta di sè…per ora mi limito a cogliere opportunità e raccogliere tutte le lezioni nel mio caos interiore. 

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