Category: Libri


Alfieri -Mirra-

[...]

Pur, benché in cor lusinga omai non m’entri

d’esserti caro, in mio pensier son fermo

di compier ciecamente ogni tua brama.

Ove poi voglia il mio fatal destino,

ch’io mai non merti l’amor tuo, la vita

che per te sola io serbo (questa vita,

cui tolta io giá di propria man mi avrei,

s’oggi perderti affatto erami forza)

questa mia vita per sempre consacro

al tuo dolore, poiché a ciò mi hai scelto.

A pianger teco, ove tu il brami; a farti,

tra giuochi e feste, il tuo cordoglio e il tempo

ingannar, se a te giova; a porre in opra,

a prevenir tutti i desiri tuoi;

a mostrarmiti ognor, qual piú mi vogli,

sposo, amico, fratello, amante, o servo;

ecco, a quant’io son presto: e in ciò soltanto

la mia gloria fia posta e l’esser mio.

Se non potrai me poscia amar tu mai,

parmi esser certo, che odiarmi almeno

neppur potrai.

                                            Pereo
Al mio grido di dolore
in quel mattino pieno di luce
-nel cielo-
risposero solo i tuoi occhi partendo.
 
Fu quello un addio
che gettava
valli profonde d’ombre
nel cuore mio trafitto.
                           
                                          Salvatore Guida
 
 
Nel 2008 la mia vita è ruotata intorno a questo poeta…tanto dolore e una promessa…
Nel 2009 la mia vita ruoterà intorno alle sue parole, alla promessa e ai suoi insegnamenti, perchè quella mattina piena di sole, quella telefonata, quella corsa e quel treno non li dimenticherò mai…
23 aprile 2008.

Dove tu vorrai

Dove tu vorrai sarà la nostra casa;
per ora lascia che il mio cuore
sogni ancora d’averla sempre
e godere la luna che filtra
dai metallici arabeschi
delle finestre che affacciano ad est,
e la rugiada che stilla
sulle erbe del giardino ancora incolto:
pei tanti ricordi
non è che poi tutto si cancellerebbe
in un istante.
Qui nacqui;
non lontano è dove riposa
per sempre mia madre;
la mia infanzia ancora viva galoppa
nella quiete dei campi
e nel vortice mi ritrovo
della guerra un giorno vissuta.
Lasciarla così, ora, sarebbe triste;
sperduto mi sentirei
in questo universo allontanandomi.
Dove tu vorrai sarà un giorno;
per ora, ti prego,
lasciami ancora sognare.
 
Salvatore Guida

Ricordo di Marie A.

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
 tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
 bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.
E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
 questo rammento: l’ho baciato un giorno.
Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.
Di B.Brecht: Ricordo di Marie A.

Poesia

Ti voglio bene non solo per quello che sei, ma per quello che sono io quando sto con te. Ti voglio bene non solo per quello che hai fatto di te stesso, ma per ciò che stai facendo di me. Ti voglio bene perchè tu hai fatto più di quanto abbia fatto qualsiasi fede per rendermi migliore, e più di quanto abbia fatto qualsiasi destino per rendermi felice. L’hai fatto senza un tocco, senza una parola, senza un cenno. L’hai fatto essendo te stesso. Forse, dopo tutto, questo vuol dire essere un amico.

J.K.Jerome

Lentamente, il ricordo dorato del sole tramontato svanisce dal cuore delle nuvole fredde e tristi. Silenziosi come fanciulli in pena, gli uccelli smettono il loro canto e solo il grido lamentoso della gallinella d’acqua e il rauco richiamo della quaglia rompono il religioso silenzio intorno al letto del fiume, dove il giorno che muore manda l’ultimo suo respiro.
Dalle selve oscure, sull’una e sull’altra riva, l’esercito spettrale della notte, dalle grigie ombre, striscia con passo silente per cacciare la retroguardia della luce che indugia e calpesta, con silenziosi invisibili piedi, le ondulate erbe acquatiche e i languidi giunchi. La notte, dal suo fosco trono, dispiega le nere ali sul mondo che imbrunisce, regnando immobile dal suo palazzo fantasma illuminato da pallide stelle.

Il codice Da Vinci

L’ignoranza ci acceca e ci trae in inganno.
Oh miseri mortali, aprite gl’occhi!
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